Il trattore della nonna

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Il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, dedicavamo a questo tema la vetrina con una scelta di libri “dalla parte delle bambine”, intendendo con questa definizione non libri dedicati alle donne con le donne come unico destinatario, ma libri che parlano di tematiche di genere e come tali interessanti o educativi a prescindere dai sessi.

Sono convinta che non esistano libri o giochi da maschi o da femmine, quindi mi perdonerete se non creerò tali differenze tra i libri che vendo, se non avrò abbastanza principesse, se non venderò piccole cucine rosa e pistole da cowboy. Sono fermamente convinta che gli stereotipi di genere siano uno dei problemi della nostra società e come tali andrebbero abbattuti soprattutto nei libri per bambini.

La pensa così anche un gruppo di parlamentari del PD che hanno presentato un disegno di leggere per abolire gli schemi sessisti dai libri delle scuole elementari. Mi ha stupito molto leggere il commento di Massimo Gramellini sulla vicenda. Gramellini ritiene che «si giri cerebralmente intorno al punto. E il punto non riguarda la scarsa consapevolezza del ruolo della donna, ma la totale ignoranza del significato dell’amore. La mancanza, cioè, di un’educazione sentimentale». Forse, caro Gramellini, sono vere entrambe le cose: manca un’educazione sentimentale ma per farla ci vogliono le basi, ovvero la consapevolezza che certi condizionamenti sui ruoli non dovrebbero esistere. Se alle bambine insegni che devono stare a casa a fare la calzetta e ad aspettare il marito da brave e ai bambini insegni la stessa cosa, come potrai insegnare loro che l’amore è libertà e non possesso e che non si hanno diritti sulla vita della persona amata?

No Gramellini, non sono d’accordo. Io partirei dalle fondamenta. Un buon libro in questo senso è un illustrato che io adoro. Si chiama Il trattore della nonna ed è edito da Giralangolo nella collana Sottosopra, una collana di libri illustrati orientati al principio della identità di genere e all’interscambiabilità dei ruoli maschili e femminili. Una famiglia di nonni nella quale la nonna va a lavorare su un trattore rosso fiammante e il nonno resta a casa a svolgere le faccende domestiche può esistere senza che la cosa vada a scapito della femminilità della nonna o dell’autostima del nonno. Senza soprattutto che venga meno l’amore.

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