La sposa giovane

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Irritante. Un solo aggettivo per La sposa giovane di Baricco. Di solito mi dispiace essere così categorica, in questo caso però mi giustifico dicendo che questo libro ha instillato in me un dubbio: sono cambiata io o è cambiato Baricco?

Oceano mare, Seta, Castelli di rabbia sono stati libri che mi hanno appassionata, che ho letto e riletto e che ho ricopiato meticolosamente sui miei diari qualche anno fa. Poi Baricco si è messo a scrivere cose che mi piacevano meno, vedi Mr. Gwin e Tre volte all’alba, nel frattempo sono successe tante cose. Oggi torna con un libro, La sposa giovane, che ha lo stesso identico stile di quel trio che avevo tanto apprezzato e, sorpresa… non mi piace più. Anzi, mi irrita, il che è peggio.

I tempi, i luoghi, i personaggi, la scrittura, tutto di questo libro mi irrita. Il bello è che mi ha irritata prima ancora di cominciare a leggerlo. Perché? Quelle bandelle vuote, dio mio, nessun accenno alla trama, all’autore, neanche uno straccio di citazione, come se gridasse: Io sono Baricco e non vi devo niente, mi dovete leggere solo perché sono io. Bè io non ho mai comprato un libro solo perché l’autore mi sembrava una garanzia. Adoro Garcia Marquez, ma Memoria delle mie puttane tristi non mi è sembrato tra le sue opere migliori e trovo legittimo dirlo nonostante sia Garcia Marquez.

Ora, la domanda è: se Baricco non ha voluto farvi sapere di cosa parla dovrei dirvelo io? Intanto risulta difficile dirlo perché come al solito nei suoi libri la trama dice tutto e niente: parla di una famiglia stravagante, di una promessa sposa molto giovane che attende il figlio di questa famiglia per lungo tempo, ma al tempo stesso parla di un qualcos’altro che non sono riuscita ad afferrare.

Perciò non vi tedio ancora con questa recensione, piuttosto rispondete alla mia domanda: sono cambiata io o è cambiato Baricco? E soprattutto, se voi doveste parlare di questo libro cosa direste? Io sono perplessa.

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